OpenAI Eyes Fusion Power Deal con Helion durante il cambio di leadership

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OpenAI è in trattative iniziali per assicurarsi una significativa fornitura di energia da Helion, una startup di energia da fusione sostenuta dal CEO di OpenAI Sam Altman. Il potenziale accordo garantirebbe a OpenAI l’accesso al 12,5% della futura produzione di elettricità di Helion – 5 gigawatt (GW) entro il 2030 e 50 GW entro il 2035. Ciò fa seguito a un accordo simile firmato nel 2023 tra Helion e Microsoft, il principale investitore di OpenAI, per iniziare a ricevere energia nel 2028.

La portata delle ambizioni di Helion

Se queste cifre sono vere, Helion prevede un’espansione notevolmente rapida della sua produzione di energia da fusione. La startup prevede di arrivare a 800 reattori entro il 2030 e oltre 7.200 entro il 2035, ciascuno progettato per generare 50 megawatt (MW) di elettricità. Questa linea temporale aggressiva pone Helion davanti alla maggior parte dei concorrenti nello spazio dell’energia da fusione, che generalmente mirano a operazioni commerciali all’inizio degli anni ’30.

La società non ha confermato i colloqui con OpenAI ma ha riconosciuto che Altman si dimetterà dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione di Helion. Il CEO David Kirtley ha affermato che questa mossa “consentirà a Helion e OpenAI di collaborare su opportunità future per portare elettricità sicura e a zero emissioni di carbonio nel mondo”.

Perché è importante: le richieste energetiche dell’intelligenza artificiale

La tempistica di questo accordo è fondamentale, poiché la formazione e l’implementazione dell’IA richiedono enormi quantità di elettricità. Le crescenti esigenze computazionali di OpenAI, in particolare con modelli linguistici di grandi dimensioni come GPT, stanno guidando la domanda di fonti di energia sostenibili e affidabili. L’energia da fusione, se commercialmente fattibile, offre una potenziale soluzione: è priva di carbonio, non produce rifiuti radioattivi a vita lunga e utilizza abbondante combustibile (deuterio e trizio).

Tuttavia, la fusione rimane una tecnologia ad alto rischio e ad alto rendimento. Sebbene l’approccio di Helion (utilizzando magneti per convertire direttamente l’energia di fusione in elettricità) sia unico, adattare questa tecnologia per soddisfare le esigenze previste di OpenAI è un compito colossale. La società ha raccolto 425 milioni di dollari da investitori, tra cui Altman, Mithril, Lightspeed e SoftBank, indicando un forte sostegno finanziario nonostante le incertezze inerenti.

Ruolo di Altman e mosse simili

Questa non è la prima volta che Altman si dimette dal consiglio di amministrazione di una startup nel settore della fusione/energia per facilitare le partnership. In precedenza aveva lasciato la sua posizione presso Oklo (una piccola azienda di reattori nucleari modulari) per consentire collaborazioni strategiche con aziende di intelligenza artificiale, tra cui OpenAI. Questo modello suggerisce una strategia deliberata: Altman sta posizionando OpenAI per garantire il proprio futuro energetico sostenendo e potenzialmente acquisendo aziende nel settore energetico avanzato.

Helion sta attualmente utilizzando il suo prototipo Polaris, avendo già raggiunto una temperatura del plasma di 150 milioni di gradi Celsius, avvicinandosi ai 200 milioni di gradi necessari per le operazioni commerciali. Il successo della startup non solo sconvolgerebbe il settore energetico, ma consoliderebbe anche la posizione di OpenAI come leader nello sviluppo sostenibile dell’IA.

L’esito rimane incerto, ma la mossa di OpenAI segnala una chiara scommessa sull’energia da fusione come componente fondamentale della sua sostenibilità a lungo termine. I prossimi anni determineranno se Helion riuscirà a mantenere le sue ambiziose promesse.