Il DXB8 di Khazna diventa il primo data center certificato Zero Waste al mondo

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Khazna Data Centers, una filiale del Gruppo G42, ha raggiunto un traguardo globale con la sua struttura DXB8 a Dubai. Il data center è diventato il primo nel suo genere a ricevere la Certificazione Zero Waste ufficiale, segnando un cambiamento significativo nel modo in cui l’infrastruttura digitale gestisce il proprio impatto ambientale.

La certificazione è stata assegnata da SCS Global Services con sede negli Stati Uniti a seguito di un rigoroso audit indipendente durato 12 mesi. Secondo i risultati, DXB8 ha deviato con successo il 99,55% dei suoi rifiuti dalle discariche attraverso una combinazione di programmi di riciclaggio, compostaggio, rivendita e riutilizzo specializzato.

Perché è importante: il crescente costo ambientale dell’intelligenza artificiale

I data center sono la spina dorsale della moderna economia digitale, ma sono anche tra le strutture più dispendiose in termini di risorse sulla Terra. Con l’accelerazione dell’impennata globale dell’Intelligenza Artificiale (AI), la domanda di un’enorme potenza di calcolo è alle stelle. Questa crescita comporta diverse sfide ambientali:
Scala aumentata: le strutture più grandi richiedono più materiali fisici.
Richieste di raffreddamento: la gestione del calore in ambienti IA ad alta densità genera notevoli sprechi operativi.
Controllo delle risorse: mentre gran parte dell’attenzione del pubblico si concentra sul consumo di energia e acqua, i rifiuti fisici generati dalle costruzioni, dai sistemi di raffreddamento e dalle operazioni quotidiane sono sempre più sotto il microscopio.

Il risultato di Khazna fornisce la prima prova verificata da terze parti che un data center iperscala può operare con una diversione quasi totale delle discariche mantenendo l’affidabilità “sempre attiva” richiesta per i servizi mission-critical.

Come DXB8 ha raggiunto il traguardo

La certificazione non è il risultato di un unico programma, ma piuttosto di un approccio sistemico alla disciplina operativa. L’audit ha riguardato tutti i rifiuti generati dalla struttura, inclusi materiali da costruzione, componenti del sistema di raffreddamento e gestione delle strutture, escludendo i rifiuti IT specifici prodotti dai singoli locatari.

I fattori chiave di questo successo includono:
* Rigorosa separazione dei rifiuti: Protocolli rigorosi per garantire che i materiali vengano selezionati correttamente alla fonte.
* Integrazione della catena di fornitura: Collaborazione con i fornitori per programmi di riutilizzo delle bottiglie e recupero dei materiali.
* Governance e cultura: incorporare la sostenibilità nella strategia ESG (ambientale, sociale e di governance) dell’azienda e promuovere una cultura sul posto di lavoro incentrata sul miglioramento continuo.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella sostenibilità

È interessante notare che proprio la tecnologia che determina la necessità di più data center sta anche contribuendo a renderli più ecologici. Khazna utilizza una soluzione di data center sostenibile ottimizzata per l’intelligenza artificiale fornita dalla sua società sorella, Presight.

Questa infrastruttura basata sull’intelligenza artificiale integra i dati provenienti da vari sistemi della struttura per fornire:
1. Manutenzione predittiva: identificazione di potenziali guasti prima che causino problemi.
2. Ottimizzazione energetica: Regolazioni in tempo reale per ridurre il consumo energetico.
3. Analisi di sostenibilità: Monitoraggio avanzato del consumo energetico, dell’impronta di carbonio e reporting ESG per consentire un benchmarking preciso tra i siti.

Questa certificazione dimostra che le infrastrutture ad alte prestazioni e predisposte per l’intelligenza artificiale non devono necessariamente andare a scapito della responsabilità ambientale.

Conclusione

Raggiungendo un tasso di diversione dei rifiuti del 99,55%, il DXB8 di Khazna stabilisce un nuovo punto di riferimento globale per il settore. Questo traguardo dimostra che, attraverso una rigorosa disciplina operativa e una gestione basata sull’intelligenza artificiale, l’infrastruttura digitale che alimenta il nostro futuro può operare in armonia con gli obiettivi di sostenibilità.

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